Radiografia ed ecografia muscolo-tendinea: un aiuto alla corretta diagnosi fisiatrica

Il medico Fisiatra spesso si avvale di esami strumentali diagnostici per corredare la sua valutazione clinico-anamnestica con quanti più dati possibili, per fare una corretta diagnosi e stilare un protocollo fisioterapico specifico, personalizzato, mirato ed efficace.

L’esame radiografico è l’esame di primo livello per l’identificazione di patologie a carico dell’apparato scheletrico, che permette di evidenziare la situazione di partenza in merito ad una determinata problematica per la quale il paziente si rivolge al fisiatra.

Prendiamo ad esempio il comune “mal di schiena”, uno stato doloroso che può avere diverse cause. Il medico Fisiatra che visita il paziente attraverso l’anamnesi e l’esame obiettivo riesce già ad avere un’idea di quale possa essere il problema del paziente, ma avvalersi di esami diagnostici, come la radiografia, lo aiuta ad arrivare ad una diagnosi corretta; può essere messo in evidenza se il paziente ha una riduzione dello spazio intervertebrale, un crollo vertebrale, una scoliosi o un atteggiamento scoliotico oppure un’inversione della curva fisiologica.

La radiografia consente anche di visualizzare lo “stato di salute delle articolazioni”: artrosi, artriti, becchi osteofitari, calcificazioni. La presenza di una di queste condizioni permette di identificare in maniera più precisa il problema e fornisce al Fisiatra tutti gli strumenti per programmare un intervento riabilitativo che sia il più efficace ed efficiente possibile.

Ovviamente, la strategia terapeutica cambia a seconda del problema: un dolore al piede, che deriva da un’alterazione dell’arco plantare, dovrà seguire un percorso riabilitativo diverso rispetto ad un dolore conseguente ad una spina calcaneare.

Allo stesso modo, l’ecografia muscolo-tendinea rappresenta uno strumento diagnostico di primo livello importante per identificare le strutture coinvolte in un processo infiammatorio. Ad esempio, fare una diagnosi differenziale in caso di sospetto Morbo di De Quervain in cui però sussista il dubbio di dito a scatto, consente di elaborare in maniera più specifica il percorso terapeutico.

Anche definire la natura di un trauma muscolare può fare la differenza rispetto al protocollo riabilitativo: uno stiramento richiede tempistiche e modalità di intervento diverse da uno strappo.

 

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